MANDIAMOLO A CASA
Alle ore 10:03 di lunedì primo agosto riceviamo, sulla casella di posta elettronica della redazione, il numero 811 delle elucubrazioni settimanali di Matteo Renzi chiamate e-news: il solito coacervo di propaganda e balle spaziali che merita di essere confutato.

Siccome smontare le tesi di costui pezzo per pezzo risulterebbe un lavoro titanico, e del tutto inutile, ci limitiamo ad un passaggio che troviamo particolarmente fastidioso, date le politiche portate avanti da questo assai poco “signore” sin da quando era segretario del Partito Democratico e successivamente Presidente del Consiglio dei Ministri.
L’ex “senatore semplice” scrive: «noi lavoriamo a un terzo polo, diverso dalla destra sovranista e dalla sinistra delle tasse. Che parli di lavoro e non di assistenzialismo. Di giustizia e non di giustizialismo. Di ambiente e non di ideologia. Di infrastrutture e non di veti. Di diritti e non di slogan».
Naturalmente chiunque sarebbe d’accordo nel discutere dei temi proposti dall’ex capo del Governo, ma il problema è come li si affronta: lavoro stabile e sicuro, non il Jobs Act; Giustizia seria, non quella porcheria per la quale ha lottato poco tempo fa, venendo sonoramente sconfitto; difesa dell’ambiente, non sua distruzione con infrastrutture faraoniche e devastanti; diritti, non concessioni.
Per questi motivi, e per – come scrive lui – «mandare gente competente in Parlamento» occorre lavorare con tutte le forze perché questo personaggio, ed i suoi alleati di Azione e del Partito Repubblicano Italiano, non si avvicinino nemmeno alla soglia di sbarramento del tre per cento.
Bosio (Al), 15 agosto 2022
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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